La sofferenza psicologica può manifestarsi in molte forme: stress, ansia, depressione, attacchi di panico, traumi o cambiamenti improvvisi nell’umore. Nonostante la sua diffusione, molte persone tendono a sottovalutare questi segnali, aspettando che il tempo risolva tutto da solo. Questo atteggiamento è spesso alimentato da stigma, vergogna e falsi miti. In questo articolo pubblicato su “State of Mind” si pone l’accento proprio su questo: gli effetti deleteri di una tattica attendista quando si tratta di prendersi cura della propria salute mentale.
I disturbi mentali, come ansia e depressione, non tendono a risolversi spontaneamente. Se non trattati, possono peggiorare, influenzando negativamente la qualità della vita, le relazioni e persino la salute fisica. Secondo il Global Burden of Disease, come evidenziato, i disturbi mentali rappresentano il 32,4% di tutti gli anni vissuti con disabilità, con gravi conseguenze personali, economiche e sociali. E un intervento precoce, soprattutto in casi di depressione, può aumentare fino al 70% la probabilità di risposta al trattamento e ridurre i tempi di recupero.
Il tempo che passa, in questi casi, non è la migliore medicina. Si tratta di individuare i percorsi corretti e scegliere il supporto professionale più adatto. Può non essere facile (mancano dei punti di riferimento, in questo senso) ma non vi sono altre strategie che permettano di migliorare.
Sicuramente non aspettare.











